Ultime 24 ore Gallesi – Farewell, Llandudno

Quando questo articolo sarà online sarò probabilmente già sul treno in direzione Manchester, lasciandomi alle spalle questa piccola cittadina turistica che, a differenza di quasi tutti i suoi visitatori, ho chiamato per quattro settimane “casa”. L’ultima domenica in Galles mi ha dato il suo addio con una splendida giornata di sole, che mi ha spinto a vestirmi di tutta corsa per recarmi in stazione e prendere il primo treno per la città più vicina/conveniente. Seduta sulla panchina a fissare le rotaie vuote, ho atteso impazientemente insieme ad un’altra coppia mezz’ora. Ma nulla, vado a cercare un hot spot per scoprire il perché e non riesco a trovare notizia alcuna. Attendo ancora mezz’ora, la coppia se ne va. Sembra che qualcosa mi stia trattenendo a Llandudno per quest’ultimo giorno. Non mi perdo d’animo, la giornata è bella posso fare l’ultima cosa che mi resta da fare in città: salire sulla cima del Great Orme, l’altipiano che sovrasta la città. A causa delle giornate ventose non mi ero mai arrischiata troppo in alto, e quando l’avevo fatto ero scesa strisciando da seduta, le mani nel fango e il cuore che batteva all’impazzata dal terrore. Ma il Great Orme quasi mi chiamava, e quindi, raccattata per strada Roberta, la nuova workawayer italiana, mi sono ritrovata a trascinarla su per la cima, seguendo le rotaie del tram che verrà attivato solo tra qualche giorno, a Marzo. Col fiato corto per la camminata veniamo accolte da una distesa di verde meravigliosa, la città molti metri sotto di noi della quale si riesce a scorgere anche la spiaggia opposta a quella ben nota.

Great Orme View
Il paesaggio si estende a perdita d’occhio nelle giornate di sole
On top
Sulla cima del Great Orme, sullo sfondo potete notare le pale eoliche posizionate direttamente nell’acqua

L’unica cosa che so esserci sulla cima del Great Orme che è possibile visitare gratuitamente è la piccola chiesa di St Tudno, appena una cappella immersa in un cimitero celtico. Anche questa volta mi trascino Roberta fino alla chiesetta, in mezzo ai sentieri battuti da chissà quali fedeli secoli prima.

St Tudno Church Great Orme
La piccola chiesa di St Tudno vista dall’esterno
Celtic Cross
Le croci celtiche nel cimitero. Dentro la chiesa sono custoditi due coperchi di sarcofagi celtici in pietra risalenti al tredicesimo secolo.

Non appena entriamo nella piccola chiesa un gruppo di allegri signori ci offre una fetta di torta, ci chiedono subito da dove veniamo e un volontario ci racconta di come la chiesa di Tudno sia il più antico monumento della zona, nato sulle fondamenta di una vecchia casa di legno dove il santo in questione, un vecchio monaco celtico, si era rintanato vivendo da eremita. E qui ho scoperto che Llandudno vuol dire proprio “La terra di Tudno”, e che il prefisso “Lland” in gallese indica “il terreno dove sorge una chiesa”. La chiesa sorse al XII secolo, prima che Llandudno venisse fondata, e parecchi fedeli si recarono per anni in pellegrinaggio qui fin da Liverpool. Pare infatti che pregare il santo guarisse da ogni male, e il clima favorevole della baia ha infine incoraggiato la formazione della città di Llandudno. Ma nel corso dei secoli una tempesta distrusse la chiesa originale, che rimase abbandonata come un rudere fino al XIX secolo, quando William Henry Reece di Birmingham decise di restaurarla come regalo per la guarigione della figlia, ricoverata proprio a Llandudno.

St Tudno Church
La navata interna purtroppo non ha più alcun elemento della chiesa originale.

Questa chiaccherata inaspettata con i volontari, gli “Amici di St Tudno” come si fanno chiamare, mi ha fatto particolarmente apprezzare questo cambio di programma forzato: come un ciclo che si chiude, dopo aver passato tanto tempo in questa città l’ultimo giorno ho scoperto la sua storia, in un posto calmo e quasi incantato, poco frequentato se non da pochi appassionati di trekking che passeggiano fin quassù. Forse era proprio destino che non visitassi un luogo nuovo fuori dai confini della città, perché ancora mi mancava la cosa più importante: l’origine prima di questa località.

Ed oggi lascio Llandudno consapevole di ciò, mettendo la parola fine a questa prima esperienza da workawayer, che mi ha fatto capire i pro e i contro di questa modalità di viaggio. Ma di questo vi parlerò un’altra volta, vi aggiornerò da Manchester sui miei ultimissimi giorni in UK!

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