Come abbiamo visitato la Cina gratis e senza visto

No, non è un titolo clickbait, è davvero possibile visitare la Cina senza visto! Un trucchetto in realtà che molti accorti viaggiatori conoscono e che usano sistematicamente per poter trascorrere pochi giorni in quest’immenso paese. Infatti, per transiti inferiori alle 72 ore, la maggior parte degli aeroporti cinesi che trattano voli intercontinentali rilasciano un visto temporaneo che permette di visitare la città.

Con dieci ore di scalo sulla coscienza sfruttare questa possibilità era quasi un obbligo, ecco perché prima di affrontare il volo verso oriente ho iniziato a cercare su internet e sui siti della compagnia come dover ottenere questo visto. Vi risparmio la fatica di una ricerca confusa e probabilmente infruttuosa, ve lo rilasceranno direttamente all’immigrazione presentando prova del volo a seguire, e se è la stessa compagnia aerea a prevedere lo scalo non sarà necessario neanche mostrare quello visto che le hostess possiedono già la lista dei passeggeri in transito.
Ah, che bella l’organizzazione!

Ma torniamo su suolo Cinese, l’avventura inizia e finisce a Xiamen, città portuale del Fujian. Atterriamo alle sei del mattino, la temperatura segnata è di ben 38° gradi, tutto l’aeroporto è chiuso o quasi. E siamo gli unici occidentali a spasso nel gate, cosa alquanto strana per una città universitaria.

E quando il gate è vuoto ce se ne approfitta!

Nell’incoscienza assoluta, dopo aver ottenuto il visto temporaneo, ci rechiamo al desk della compagnia aerea per chiedere informazioni sul prossimo check in.
Colpo di scena.
Xiamen Airlines ha una sorpresa per noi! In quanto turisti in scalo possiamo scegliere tra un soggiorno nella lounge area (scambiata per “lunch” in un primo, esilarante, momento), un soggiorno in un hotel o un biglietto pagato per un hop on drop off bus che ci avrebbe portato in giro per la città gratuitamente. Indovinate cosa abbiamo scelto?

Molliamo i nostri averi al deposito bagagli dell’aeroporto e affrontiamo le temperature da Monte Fato che ci aspettano fuori (i gradi intanto sono diventati 40°). Saliti a bordo del bus, che per nostra fortuna era ben condizionato, decidiamo che visiteremo il tempio di Nanputuo, il più grande e vecchio complesso buddista della città. Giusto per confermare, e ormai lo saprete, la mia ossessione per i luoghi di culto.

Scesi sul litorale di Xiamen, affollato neanche fossimo ad agosto, ci incamminiamo verso il tempio attraversando parte del quartiere universitario.

Litorale di Xiamen con le Shimao Straits Towers sullo sfondo, simbolo della città

E a tal proposito non posso che riportarvi uno strano aneddoto: ci ritroviamo, nel bel mezzo di un marciapiede, in fila. Senza motivo. Non capendo il perché cerchiamo di provare a superare un po’ la calca e trovare l’origine di questa coda. Ma sembra non finire mai. Improvvisamente un poliziotto fischia e ci fa segno di correre, e tutti, ordinatamente, scattano. Siamo confusi, arranchiamo seppur non ci uniamo alla corsa. Alla fine scopriamo che la coda di persone si infilava dentro il campus, probabilmente per dei test d’ammissione. E qui è doveroso specificare che non siamo riusciti a trovare una sola persona che parlasse inglese in tutta Xiamen, quindi non era facile chiedere informazioni su ciò che stava accadendo!

Ad ogni modo, mentre anche l’anima cola via dai pori della nostra pelle, siamo finalmente al tempio di Nanputuo. Il complesso, visitabile gratuitamente, è arroccato ai piedi di una montagnola che è possibile scalare per godere della vista della città dall’alto.

Bellissimo il giardinetto sul davanti con tanto di stagno con fiori di loto e sullo sfondo le Shimao Straits Towers, icona dello skyline di Xiamen.

Visitato il tempio abbiamo fatto una passeggiata nei pressi della Cat Street, a Ding’aozai Road, vicino l’Università di Xiamen, ma, nonostante il tè freddo al lime, il caldo (e il tempo che scorre) vince sulle nostre forze e il minitour della città si chiude qui.

Da questo microscopico assaggio di Cina ho imparato che l’inglese non è così scontato in giro per il mondo, le città cinesi possono essere estremamente calde e soffocanti e che la Xiamen Airline è una compagnia adorabile! E vi dico un’altra cosa, quando siete in transito chiedete sempre in aeroporto se c’è qualcosa per voi, non si sa mai che piccole occasioni vi aspettino senza che voi lo sappiate.

E ora, la fatidica domanda, voi con quasi dieci ore di viaggio sulle spalle e quaranta gradi all’ombra, cos’avreste scelto? Hotel, Lounge Area o Bus?? 😀

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10 thoughts on “Come abbiamo visitato la Cina gratis e senza visto

  1. Anch’io bus! Ma quindi per scali inferiori alle 72 ore non serve il visto in determinati aeroporti? Semplicemente mostri il biglietto d’uscita, giusto? Buono a sapersi!

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