Italians vs Italy!

La vera Curon: una riflessione turistica

L’altro giorno io e una mia amica giapponese (che ama l’Italia e studia l’italiano) parlavamo delle serie TV che stavamo guardando nelle rispettive lingue d’origine, e siamo finite a parlare della nuovissima serie targata Netflix, Curon. Una serie mistery dal tocco horror che sta avendo discreto successo anche all’estero. Non starò qui a parlarvi della serie nello specifico, non ne ho le competenze e non è neanche il punto del post, ma sono qui per via di un interessante spunto lanciato da questa ragazza giapponese. Visto che io ero (ri)andata giusto l’anno scorso a visitare l’incantevole Lago di Resia, Miyuki mi ha appunto chiesto se Curon fosse davvero così terrificante come si vede in TV. Le ho mandato un pugno di foto scattate da me medesima per dimostrarle quanto fosse bella, piena di luce e colori, e così Miyuki lancia la sua bomba: ma al comune di Curon sta bene che questo paesino di montagna venga rappresentato così negativamente? Lasciando stare la parte “fantastica” della serie, difatti, di Curon in TV vediamo questo grande albergo decaduto, dall’intonaco scrostato e le poltrone sudicie, questi misteriosi black out continui e questo rudere di campanile che spunta dal lago, tutto attraverso filtri blu scuro che lo fanno sembrare uno dei luoghi più creepy di questo mondo. Insomma, in Giappone fare questo a un luogo non così “infestato” come la serie vuole far credere sarebbe totalmente fuori discussione, e più che attirare i turisti li farebbe scappare. E conclude il suo pensiero con “Io non ci andrei, mi fa paura”. Un vero colpo di scena!

La locandina della serie targata Netflix di certo non lascia dubbi sui “toni” della serie!

Un fascino inquietante

Essendo mio padre di origini altoatesine, sono state varie volte in Trentino Alto Adige da piccola. Il primo ricordo che ho del Lago di Resia, là dove Curon si affaccia, è avvolto dalle nebbie di un ricordo passato. Nel ricordo sono piccolissima, tanto piccola che mia nonna mi tiene ancora in braccio, e siamo entrambe affacciate alla balaustra della terrazza panoramica davanti il campanile. Mia nonna mi racconta che il villaggio è stato sommerso e che gli abitanti hanno abbandonato le loro case, e io, nel ricordo, riesco a vedere perfettamente i tetti delle case sotto il pelo dell’acqua. La cosa inquietante è che non c’è nessun tetto sul fondo del Lago di Resia, ma io sono talmente convinta di aver visto quella città sommersa che poi da adolescente, quando siamo tornati sul posto, sono rimasta davvero sorpresa che il lago fosse vuoto. Tutt’oggi quest’immagine è talmente definita nella mia memoria che fino all’anno scorso ho voluto fare un’altra ricerca sul web per assicurarmi che effettivamente non ci sia stato davvero qualcos’altro là sotto. L’ho raccontato anche su Instagram appena l’anno scorso, in tempi non sospetti. Leggere il post allegato per credere:

Insomma, alla fine in qualche modo Miyuki ha ragione, qualcosa di inquietante questo campanile ce l’ha eccome. Magari più un incanto fiabesco che una maledizione horror, ma da vittima della sua fascinazione non posso che dire bravo a chi ha scelto questa come location di un mistery horror!

La vera Curon (Venosta)

Perché è questo il suo nome completo. Curon Venosta, è una piccola frazione quasi al confine con l’Austria (interessante notare come alcuni stranieri siano convinti che il luogo non esista, o che quanto meno non ci sia davvero un campanile che spunta dall’acqua). La domanda che tutto il mondo si fa è “perché c’è un campanile in mezzo a un lago?”. La risposta ci riporta agli anni ’50. Già nei piani dell’impero austroungarico c’era la volontà della creazione di un lago artificiale per la produzione di energia elettrica, progetto messo da parte causa Prima Guerra mondiale e ripreso definitivamente nel 1947 dal consorzio Montecatini.

Se il piano iniziale prevedeva un’innalzamento del lago tale da non danneggiare le frazioni di Resia e Curon, il nuovo progetto non tenne in considerazione il centro abitato, e gli abitanti furono forzati a evacuare il paese, che venne “smontato” e poi ricostruito là dov’è adesso.

Curon Vecchia in fase di demolozione, foto di venosta.net

Gli abitanti di Curon lottarono per il loro paese, chiedendo persino udienza al Papa! Oggi della vecchia Curon rimane solo il campanile, datato 1357, un monito di questo barbaro intervento oggi meta turistica amatissima. D’inverno il lago si ghiaccia tanto da poter persino andare a toccare il campanile, che necessita naturalmente di continui interventi di ristrutturazione per preservarne l’integrità, viste le continue infiltrazioni…

Curon Venosta Nuova

Se volete leggere la storia più nel dettaglio, vi invito a scaricare il documento allegato alla pagina Il campanile nel lago! 

Una piccola chicca a proposito, parrebbe che la leggenda delle “campane fantasma” che si possono sentire suonare anche se il campanile ne è sprovvisto, sarebbe vera…

Ma torniamo al “mondo materiale”, perché qui non ci sono mostri! Curon Venosta si presenta come una ridente cittadina immersa nel verde e nel blu del suo lago alpino, ottima gita di un giorno per chi si trova nei pressi di Merano (ma anche Bolzano, tutto sommato). Tra le location della serie che potreste vedere dal vivo una volta sul posto, c’è la Chiesetta Gotica di S.Anna, tutta in legno e posizionata in cima ad una collinetta dalla quale è possibile avere una bellissima panoramica sia sul Lago di Resia e il suo campanile, che sulla piccola Curon stessa. Da qui si accede, inoltre, anche al piccolo cimitero presente in una scena della serie.

Chiesetta di Sant’Anna sullo sfondo. Foto di mio padre [IG: @gianvito59]
Immancabile naturalmente una passeggiata sul lungo lago, ripercorso varie volte dai protagonisti. Grazie all’ottima esposizione, non è raro vedere da queste parti velisti e kitesurfer, uno spettacolo da vedere e ancor di più da praticare vista la possibilità di affittare l’attrezzatura sul posto. E a proposito di attrezzatura, proseguendo per il lungo lago è possibile finire fino al canoa renting dove si recano i due gemelli, in cerca di un drone, nella prima puntata. Sicuramente a voi l’affitteranno!

Un paradiso per chi ama gli sport outdoor: voglio dire un panorama così dove altrimenti?

Rimanendo nell’ambito degli sport outdoor, ogni estate si svolge qui il Reschenseelauf, una gara di corsa intorno al Lago, per un totale di oltre 15km. Quest’anno si svolgerà il 18 Luglio, e se siete abbastanza atletici da volerlo fare, sappiate che i posti disponibili sono appena 2000! Vi rimando al sito dell’evento per ulteriori informazioni.

Dulcis infundo, perché non sarebbe un mio post senza, non posso che consigliarvi una capatina al Gasthof Traube Post, ristorante dell’Hotel Traube Post am Reschensee, per una pausa gastronomica! I prezzi sono un po’ alti secondo la mia solita media (quanto più vicina allo zero possibile, quindi non molto valida), ma vi assicuro che ne varrà la pena. Qui ho mangiato uno dei migliori risotti ai funghi della mia vita. Almeno una fetta di strudel dovreste riuscire ad assaggiarla, anche solo per poterla mangiare con il lago sullo sfondo!

 

Certo, Curon Venosta è molto diversa dalla Curon horror della serie. Ma a noi Italiani in realtà poco importa. Ho difatti spiegato a Miyuki che siamo abbastanza abituati a veder parlare “male” delle nostre città anche solo per finzione (vedi un po’ le immagini fin troppo decadute e piene di criminalità della serie poliziesca italiana media), e che al contrario secondo me una produzione del genere ambientata in un posto già di per sé turistico e affascinante non può che far aumentare ancor di più il flusso di visitatori! Almeno, è quello che mi auguro.

Certo magari prima il turista straniero dovrebbe realizzare che Curon e il Lago di Resia non sono solo dei set, ma che esistono davvero. Ma scommetto che quanto meno una ricerca su Google ci scappa una volta arrivati alla fine della settima puntata!

E voi che ne pensate? Siete mai stati sul Lago di Resia? E soprattutto, siete mai stati influenzati da una serie TV per le vostre escursioni turistiche? Siete mai rimasti delusi da un posto perché “non era come in TV”? Fatemi sapere!! 

 

7 pensieri su “La vera Curon: una riflessione turistica”

  1. A me questo lago attira tantissimo perché ho sempre trovato affascinante e un po’ inquietante l’idea di un campanile che spunta dall’acqua. Lo avevo messo tra i miei Travel dreams, ma poi non sono mai riuscita a coronarlo.io credo che la serie TV non sia un granché, l’unica cosa che davvero si salva è proprio la location, quindi credo che i turisti non mancheranno, nonostante i filtri creepy. Certo, rimango stupita quando scrivi che gli stranieri non pensano che esista davvero aldilà del set… Forse è questa la cosa davvero inquietante… Ma non ce l’hanno internet? 😅 A me è capitato di vedere alcune location de Il Signore degli Anelli e de Le Cronache di Narnia in Nuova Zelanda e sono rimasta più che soddisfatta ❤️

    1. Lo so, è assurdo! Ma basta farsi un giro tra i commenti di TV Time per leggerne delle belle, ci sono persone che sotto le foto del lago scrivono “ah, ma è un posto vero?”. Stupenda la Nuova Zelanda, andare ad Hobbiton è uno dei miei sogni nel cassetto, con quella natura così “fantasy” (grazie anche ai due colossal citati) è difficile rimanere delusi! 😉

      1. In realtà ad Hobbiton la visita in sè mi aveva delusa. Il posto, inteso come set e natura, è strepitoso, ma la visita guidata lascia un po’ a desiderare perchè di fatto la guida sta lì solo per evitare che qualche turista si faccia male/rubi/deturpi. Un po’ pochino soprattutto visto i soldi che chiedono per l’ingresso…;)

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