Osaka segreta – tra bassifondi e distretti a luci rosse

Quando si parla di Osaka, come ho fatto anche nell’articolo precedente, si vede una città colorata, godereccia, giovane e moderna. Ma Osaka nasconde un lato che spesso i turisti non vedono, ma che rivela un aspetto del Giappone che non mi aspettavo e che conoscere è importante per capire meglio la realtà di questo luogo.

Me n’ero già accorta camminando per le stradine periferiche di questa città, e la mia host family mi aveva lanciato dei segnali quando, parlando dei costi dell’asilo, Asako-san mi aveva rivelato come il governo stia facendo del suo meglio per combattere la grande disparità sociale, rendendo gratuiti i livelli più bassi di istruzione.

Avete letto bene, disparità sociale: anche il Giappone ha la sua povertà, e Osaka ha la più grande concentrazione di umili e il più grande bassofondo dell’intero paese, Kamagasaki.

Mi sono ritrovata a sfiorare Kamagasaki per caso, semplicemente seguendo le indicazioni della mia mappa per raggiungere la Tsutenkaku Tower da Abenobashi. Non posso non nascondere il lieve sgomento che mi ha attraversata superando questa zona. Pesantemente colpita da un terremoto che dal 1995 ad oggi ancora segna cicatrici indelebili sui suoi abitanti, è stata successivamente abbandonata in un totale declino. Oggi è abitata principalmente da over 50 e senzatetto, che si danno il proprio da fare raccogliendo l’immondizia per pochi spiccioli, o altri lavori umili che non richiedono particolari doti. Kamagasaki porta allo Shinsekai, il Nuovo Mondo, che è la zona moderna e pop che attornia la Tsutenkaku Tower, e trovo davvero emblematico il nome dato a questo luogo, quasi a separare ancor di più questo Nuovo Mondo dal vecchio…

kamagasaki-osaka
Non avendo preventivato questa visita, le foto che ho a riguardo non sono molte. Ma quest’uomo circondato dai suoi vestiti appesi per strada, che spiava attraverso la grata quasi guardasse ad un futuro migliore mi ha spinto a prendere in mano la macchina fotografica.
uscio Osaka
Basta un uscio per accorgersi che Osaka è popolata da diversi livelli sociali

Ma accanto a Kamagasaki c’è un altra decadente zona che mostra un lato segreto della città, e sto parlando di Tobita Schinchi, il quartiere a luci rossi più grande del Kansai. Ero già passata da qui, sempre grazie alla mia simpatica app, con la luce del giorno, senza notare nulla di particolare.

tobita-shinchi
L’atmosfera che si respira in certi localini di Tobita Shinchi ha  un fascino senza tempo!

Tornata la sera mi sono sorpresa nel vedere le porte spalancate, dove vecchiette sedute sulle porte come comari italiane affiancano giovani prostitute inginocchiate sui tatami, esposte all’interno di stanze tappezzate di sintetico velluto rosso o rosa come fossero bambole hina. A tal proposito ho un aneddoto per voi, convinta che la signora seduta all’esterno fosse un’arzilla vecchietta in vena di cortile, l’ho salutata sorridendo prima che mi accorgessi della prostituta vestita da gatto che ha cercato di attrarmi miagolando e sfregandosi il viso con una “zampa”. Credo possiate immaginare il gelo che è calato sul mio volto!

L'”arzilla vecchietta” infatti era una mama-san, ovvero una pappona giapponese, che con un grembiule da fruttivendola vende la propria “merce” quasi fossimo realmente al mercato. Tobita Schinchi è uno dei pochi distretti a luci rosse ancora funzionante, e ad oggi non disprezza i clienti stranieri come faceva un tempo: la crisi bussa anche le più inaspettate delle porte!

Non è possibile scattare foto alle case chiuse del quartiere a luci rosse, ecco perché mi affido ad una foto di creativoentokio.wordpress.com

E con questo si conclude l’involontario tour dell’altra faccia di Osaka, che mi è davvero servito a rendere il Giappone forse meno perfetto e patinato, ma per questo ancora più vero e vivo. Spero che possa servire anche a voi per capire meglio questo paese, e a renderlo meno artificiale e più umano.

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6 thoughts on “Osaka segreta – tra bassifondi e distretti a luci rosse

  1. Se non ricordo male la lettura, anche perché parlo di 8 anni fa!, in After Dark di Murakami non si parla proprio di queste zone? Anche la Yoshimoto in Sonno Profondo un po’ lo accenna, perché alla sua protagonista fa proprio dire “io non mi prostituisco, dormo solo con i miei clienti”. Purtroppo la realtà in Giappone è davvero ben diversa da quella che vogliono vendere loro. Non mi ricordo se ho già letto, ma sei andata sui treni per sole donne? Quella è un’altra cosa davvero assurda di una società che dall’esterno sembra avanzatissima e invece ha un conflitto interno pazzesco.

    1. After Dark mi pare sia ambientato a Tokyo, ciò non toglie che le atmosfere decadenti della sua notte possano aiutare a comprendere un po’ l’aria che si respira in queste zone di Osaka. Per quanto riguarda Sonno Profondo, non ho avuto il piacere di leggerlo, rimedierò!
      Non sono stata sui treni per sole donne, anche perché si tratta di alcune carrozze specifiche che vengono rese “per donne” solo da un dato orario. Però ho notato nelle stazioni lo sticker rosa che delimita l’area dove aspettare il treno senza che nessun uomo possa “appoggiarsi” a te. E hai pienamente ragione, forse proprio perché così repressi in realtà i Giapponesi, forse e a volte, nascondono un’anima ancora più nera degli europei.

      1. Mi pare di si? Mamma mia non me lo ricordo proprio più! Solo dei pezzi… Però purtroppo si, è uno schema di quasi tutte le maggiori città giappe.
        Si, infatti io non concepisco quando dicono “eh ma guarda quei giapponesi che hanno attaccato Pearl Harbord che cattiveria” e perché, tu occidentale non sei andato a distruggere tutta la loro cultura???

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