Manuale di sopravvivenza alle bettole fatiscenti

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Buon 2017 in super ritardo da Italians vs The World! L’anno appena trascorso l’ho passato tra ben due progetti di Workaway e una vacanza studio, di conseguenza vi ho spesso parlato di cose molto belle e positive.
Ma è il momento di tornare ad essere acida, ispirata dalla mia situazione attuale. Ebbene sì miei signori, perché il motto “stay cheap e keep travel” che mi sono scelta (per forza di cose) a volte mi porta in posti davvero ameni. Lo so, lo so, ho spesso scritto di come bisogna essere open mind e accettare di buon grado le situazioni più spartane per amore del viaggio, ma ci sono delle volte in cui si finisce per capitare in bettole il cui livello di pulizia rispetta tutti gli standard stabiliti… ma del Medioevo! E allora cosa fare? Ecco gli step per sopravvivere a quello che potrebbe essere un…Soggiorno da INCUBO!

Step 1 – Chiedi sempre, non fare il timido!
A volte l’oste è un essere pigro. Non è che le stanze siano luride involontariamente, lui ci prova. Fa il furbo. Tu arrivi e vedi la stanza, se stai in silenzio può tornare alla sua vita quotidiana con il cuore leggero. Se invece chiedi di rassettarla, magicamente lo fa. Mi è persino capitata una risposta come “grazie per avermelo fatto notare”, come fosse necessario un feedback per notare lo strato di sporco alto mezzo centimetro in doccia. Provare per credere!

Step 2 – Chi fa da se fa per tre
Se lo step 1 è fallito sarà necessario mettere da parte l’orgoglio e occuparsi da se di ordine e pulizia. Con pochi euro ci si munisce di salviette disinfettanti per il water, si rifà il letto come si può, se necessario si acquista un piccolo asciugamano. Ovviamente si fa comunque presente al proprietario che la sua visione di pulizia non coincide perfettamente con la propria, possiamo quasi essere meno gentili dello step 1, magari si smuove e fa qualcosa per la condizione pietosa della sua bettola. Dal workaway in Galles (e da Francesco Sole) traggo l’ispirazione per passare, in questa fase, ai POST-IT da appizzare laddove è chiaro ci sia un problema. Insomma, se il tipo fa orecchie da mercante sulle blatte morte in corridoio hai due soluzioni: rimuovere da te la carcassa o appiccicarci accanto un bel post it con una freccia e fargli notare lo schifo. Così, in silenzio e con una sottile pressione psicologica nascosta in mille e uno fogliettini!

Step 3 – SCAPPA
La fuga per me è l’ultima spiaggia, la fuga corrisponde al fallimento. Ma a volte si rende necessaria! Ho dei confini che, se superati, mi fanno impacchettare tutto e fuggire lontano a gambe levate senza neanche affrontare gli step precedenti: topi, tane di insetti (l’insetto singolo non mi turba, può capitare, ma se sono troppi NO) e soprattutto CIMICI sui letti, che sono il mio peggior incubo. A quel punto “grazie, tutto molto bello e addio”. Fortunatamente non sono mai capitata in questo step, ma il giorno che capiterà, se capiterà, sarò pronta a rifarmi la valigia alla velocità della luce e sparire.

Step 4 – La recensione
Abbiamo riso sulle disavventure dello sprovveduto viaggiatore ma qui è arrivato il momento di fare per un secondo i seri. Miei cari lettori e viaggiatori, occasionali e non, la RECENSIONE è la cosa più importante del mondo, al giorno d’oggi. Tutti noi prenotiamo grazie a internet, a piattaforme come Booking.com o Tripadvisor, piattaforme che si basano sui feedback dei clienti. Tutti noi siamo i clienti, tutti noi siamo coloro che decideranno le sorti di una struttura. Ecco perché è fondamentale sforzarsi di lasciare SEMPRE un feedback. E che sia veritiero! Cercate di essere oggettivi, cercate di fare del vostro meglio per dare il giusto punteggio. Molte volte mi è capitato di andare in strutture con un punteggio basso che in realtà erano dignitosissime, e altre volte sono finita in orrendi tuguri con ottime recensioni. Spesso capita che la recensione sia calcolata su medie di voti, quindi state attenti a non dare voti troppo alti a parametri poco importanti, e non spaventatevi a essere cattivi (o buoni, non bisogna neanche sempre criticare tutto, non siamo dei novelli Gordon Ramsay).
La recensione è importante: scrivila e salva la vita ad un viaggiatore!

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2 thoughts on “Manuale di sopravvivenza alle bettole fatiscenti

  1. La cosa dei post-it è geniale! Armeremo la nostra faretra di tanti affilati bigliettini adesivi che faranno notare i BUG, nel verso senso della parola, al gestore che si dimostra pigro, distratto o menefreghista.
    La freccetta vicina alla carcassa di coyot… ehm di cimice deve avere una potenza pazzesca! 😀
    Possiamo recensirti? Articolo divertente e utile, consigliatissimo! 🙂

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