Consigli, Diario di Viaggio

Interflix capitolo 1 – Zagabria

Sarà forse un mio vizio, ma nei periodi più duri metto sempre, in coda, un viaggio. Quel goal da raggiungere ad ogni costo, quello che ti fa contare i giorni ogni mattina, tagliandoli via dal calendario in attesa di raggiungere la data cerchiata di rosso. Quest’anno, come accennato, quest’obiettivo ha rischiato grosso.  La risposta l’ho trovata a caso, guardando una mappa.

Zagabria, Croazia, da lì sarebbe partito il nostro Interflix. Inaspettatamente, un pugno di giorni prima prenoto l’ostello e già mi ritrovo sul chiassoso bus popolato di backpackers eccitati di raggiungere Zara e un’altro tipo di estate rispetto alla mia. Poco importa, non si riposerà in questo viaggio.

Parto alla cieca, non ho sinceramente avuto il tempo di indagare così tanto su Zagabria, non so cosa mi aspetta. E quando, finalmente, cado addormentata a risvegliarmi sono i brutali controlli alla frontiera slovena: scendi dal pullman, mostra il passaporto, risali sul pullman, attraversa la frontiera, riscendi dal pullman, mostra ancora una volta il passaporto. I backpackers ne approfittano per fumare diverse sigarette, io per prendere freddo. Il viaggio forse non è cominciato nel migliore dei modi, e le aspettative non migliorano arrivati alla squallida stazione dei pullman.

Sono le sette, fa freddo, sarei disposta a pagare per usare un bagno. Barcolliamo intontiti verso il nostro ostello, che ci accoglie a finestre chiuse, nel buio. Molliamo i bagagli al ragazzo della reception, che sembra aver avuto una notte brava, e siamo di nuovo fuori visto che il check-in sarà non prima delle due. Zagabria cancella la sua prima impressione velocemente.

Zagabria a volo d’uccello dalla Città Alta

Una città verde, leggera, economica, ricca di vita ma appena la sera. La mattina è pigra e calda, fatta di dolci ai semi di papavero da consumare a piedi incrociati sull’erba. Vista la natura di toccata e fuga di queste mie visite in Interflix, non vi annoierò con una guida. Per Zagabria, come per le altre città a seguire, dovrete accontentarvi di poche pennellate sbiadite dal tempo, sperando che il resto del quadro, se non l’avete già finito, lo completerete voi!

Blu come l’acqua del Parco di Zrinjevac

La leggenda vuole che il nome Zagabria derivi dal grido “Zagabrite!”, ovvero “raccogliete”, nel caso specifico l’acqua trovata per caso da un soldato croato durante un grave periodo di siccità. Ecco, in pieno agosto l’acqua può diventare il centro dei pensieri di un viaggiatore zaino in spalla dotato di borraccia, e la nostra oasi croata è stata il Parco di Zrinjevac, dove le fontane ci hanno più volte dissetati e il cui prato è perfino stato il nostro letto… Qui abbiamo seguito concerti swing sotto il chiosco in ferro battuto e ammirato l’ottocentesco Orologio Metereologico, che viene aggiornato manualmente ogni lunedì. Nei giorni è diventato così tanto il nostro posto del cuore da comprarne persino una cartolina d’artista: non sarebbe la mia Zagabria senza!

Ogni sera un live diverso nell’estate del Parco di Zrinjevac!

Verde come la Città Alta

Dopo il mio periodo parigino scoprire di un festival chiamato Strossmartre, in onore di uno dei miei angoli preferiti della ville lumière non poteva che attirarmi alla Città Alta ad ogni ora del giorno. La promenade Strossmayer, d’altro canto, è praticamente regno dell’utente Instagram, con angoli perfettamente decorati ad hoc per scattare le migliori delle foto.

E anche qui musica dal vivo, street food e chicche turistiche. Come la Torre di Lotrščak che spara un colpo di cannone a mezzogiorno di ogni giorno (ciao, cannone del Gianicolo!), e la meravigliosa Chiesa di San Marco con il tetto a tegole colorate che è ormai il simbolo della città.

Rosso come il Mercato Dolac

Il fascino dei mercati all’aria aperta per me è insuperabile, il modo migliore per entrare nel cuore di una città. Se poi questo mercato è immerso nella luce filtrata da centinaia di ombrelloni rossi, tutti uguali, l’atmosfera unica è bella e pronta! Il Mercato Dolac è, anche geograficamente, il cuore di Zagrabia, a pochi passi dalla straordinaria cattedrale in perenne ristrutturazione, direttamente affacciato sulla centrale Piazza di Ban Jelačić. Nato negli anni ’30, oggi il mercato Dolac è il luogo ideale per comprare souvenir autentici, alimentari e non. Simbolo del mercato le donne “kumica“, contadine dei paesi limitrofi che trasportavano i prodotti della terra su una cesta che tenevano in equilibrio sul capo, oggi celebrate in una simbolica statua in bronzo che ne conserva la memoria.

Souvenir handmade al mercato di Dolac!

Bianco come gli štrukli

La Štruk è un ristorantino minuscolo su via Skalinska, nel centro della città. Serve un unico piatto, gli štrukli appunto, che definirei una sorta di lasagna dalla pasta spessa e morbida, ricoperta di cottage cheese croato, panna e uova. Abbiamo ufficialmente eletto questo il miglior piatto provato a Zagabria, e considerato il rapporto qualità/prezzo di questo ristorantino non potete non farci una capatina. Unico neo, pochissimi posti a sedere e tanta folla. I giovanissimi titolari non avranno timore a mandarvi via se i tavoli sono tutti pieni, l’unico consiglio che posso darvi è di andare molto presto o prenotare per il primo posto libero, se riuscite. Mi ringrazierete dopo!

Noi abbiamo scelto la versione classica passata al grill, una delizia!

Zagabria in un post, troppo poco spazio forse per raccontarla, c’è molto altro da vedere e da provare, ma facciamo finta che il tempo sia già scaduto e che il prossimo bus ci attenda. Dobbiamo dunque fare quattro passi fino alla squallida stazione di periferia e aspettare seduti ad un tavolo sbilenco fino all’arrivo del prossimo mezzo. Destinazione? Praga! 

Ma abbiamo molte ore di viaggio davanti a noi, dunque meglio usare questo tempo per un commento su Zagabria. Siete mai stati in Croazia? Cosa vi è piaciuto di più? Fatemelo sapere qui sotto in attesa della prossima meta!

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