Diario di Viaggio, Guide e Itinerari

Interflix capitolo 4 – Monaco di Baviera

Siamo finalmente arrivati al season finale di questa serie Interflix! Ci avete lasciati a Budapest, questa volta non ad un’autostazione. Abbiamo appena trascorso una piacevole serata con i nostri host, siamo un po’ brilli ed è anche un bel po’ tardi. E non abbiamo ancora prenotato la prossima tratta. Pronta a inserire il codice del biglietto, apro l’app e inserisco i dati per il prossimo viaggio a Lubiana. Non ci sono più posti. Il panico si impadronisce di me. Lubiana è l’unica città direttamente collegata a Torino dove possiamo arrivare, se non troviamo un’alternativa non possiamo poi tornare a casa senza fare uno scalo di mezzo che ci costringerà a pagare la tratta di viaggio finale. E come potete immaginare, il budget è decisamente low da non poterci permettere questa soluzione. Senza contare che siamo nella settimana di ferragosto, tutti gli ostelli e i b&b sono pieni a scoppio, non troveremo dove dormire altrove prenotando con così poco preavviso. Dopo essermi maledetta varie volte e aver scandagliato tutte le città slovene e croate limitrofe, l’illuminazione. Il piano originale era pur sempre quello di partire da Monaco di Baviera, e non da Zagabria. Monaco è collegata a Torino, e tutto sommato arrivando la mattina presto e partendo la sera tardi avremmo un giorno pieno per visitare la città senza pernottarci, e tornare a casa rimanendo in budget. Mezzanotte è già passata, siamo già al giorno della partenza, non c’è tempo da perdere. Prenotiamo. La notte dopo siamo a bordo di un pullman diretto in Germania. Monaco ci accoglie pulita e pacata la mattina, rumorosa e festaiola la sera. Qui è praticamente sempre Oktoberfest! Ci uniamo all’ennesimo Free Walking Tour per esplorare la città e spendiamo il resto del tempo a mangiare e vagare tra le sue vie e parchi. Il destino in qualche modo ha voluto tornassimo da dove tutto doveva cominciare, e non si può certo dire no al destino, giusto?

Grigio come il Neues Rathaus di Marienplatz

Marienplatz è il cuore pulsante di Monaco, il centro dal quale si diramano le principali attrazioni della città. Qui è possibile ammirare l’iconico Neues Rathaus (Municipio Nuovo) e il suo Glockenspiel, un carillon che rappresenta due leggende popolari del XVI secolo: la giostra tra un cavaliere bavarese e uno della Lorrena, che ovviamente viene sconfitto ogni singola volta, e la Schäfflertanz, la danza dei bottai. Questo “spettacolo” viene riprodotto alle 11.00 e alle 12.00, e a differenza dell’orologio astronomico di Praga non è totalmente automatico, ma messo in moto manualmente.

Da Marienplatz è facile raggiungere la straordinaria Residenz, polo museale interno al palazzo reale, la Peterskirche, della quale potete scalare la torre (appena 300 gradini…) per godere della città dall’alto, e infine la chicca del Duomo di Monaco con la famigerata “impronta del diavolo“: la leggenda vuole che il diavolo avesse dato all’architetto la facoltà di finire la costruzione della chiesa a patto di renderla priva di finestre, per potersi nascondere meglio tra le ombre. L’architetto fece dunque in modo che dalla navata centrale fosse impossibile scorgere le lunghe finestre, nascoste in prospettiva dalle colonne. Il diavolo, offeso, batté il piede per terra, lasciandone un’impronta che è possibile “testare” ancora oggi… Se la misura del piede è la stessa, beh magari il diavolo potresti essere proprio tu!

 

Verde come l’Englisher Garten

Un’enorme distesa di verde a pochi passi dal centro, forse fin troppo immensa per essere rinominata appena “Giardino Inglese”: una passeggiata all’Englisher Garten va fatta. Immancabile un salto all’Eisbach Wave, la celeberrima onda artificiale che vede dozzine di surfisti sfidarsi in pieno centro cittadino. E poi la bellissima Torre Cinese, la sala da Tè Giapponese sul suo piccolo isolotto nascosto tra le canne di bambù e gli aceri e infine le immancabili birrerie all’aperto fanno di questo luogo una vera e propria gita a sé. Tra l’altro, io e Alessio ci siamo persino appisolati per una buona ora sull’erba da queste parti, tanto è calmo e sicuro: ecco, magari voi avrete dove dormire una volta a Monaco, ma salvo un raggio di sole nessuno ci ha disturbati!

Sprezzo del pericolo (e delle temperature) all’Eisbach Wave

Giallo come la Birra

Monaco è la città dell’oro liquido, un vero e proprio Eden per gli amanti della Birra! Qui si svolge l’Oktoberfest, il festival più grande del mondo dedicato proprio alla bevanda nazionale. Ma se vi trovate da queste parti fuori dal periodo clou, non disperate perché a Monaco è sempre tempo di bere! Immancabile un salto all’Hofbräuhaus, ovvero il Birrificio Nazionale della Corte di Monaco, fondato addirittura nel 1589! Forse l’aspetto attuale non sarà lo stesso del tempo, ma la sala interna affrescata da sola vale una visita.

La sala è davvero stupenda (ma i prezzi, un po’ meno…)

E se preferite l’aria aperta, la birra vi aspetta a fiumi nei Biergarten, i “Giardini della birra”. Un tempo la birra veniva realizzata solo nei mesi invernali, quando le rigide temperature consentivano una buona fermentazione. I birrifici di conseguenza producevano molta birra che poi conservavano “al freddo” sottoterra, scavando delle cantine per i barili. Per segnalare la presenza di un barile, vi piantavano sopra un albero, e fu così che nacquero i Biergarten! A Monaco ce n’è davvero tantissimi, a partire dal Viktualienmarkt in pieno centro fino al Biergarten am Chinesischen Turm dentro l’Englischer Garten. Qui è possibile bere un boccale a qualsiasi ora, accompagnato da cibo locale a un prezzo amico, ed è persino possibile occupare i tavoli più esterni e consumare il proprio pranzo a sacco (ma solo se la birreria non è affollata). Vicino gli stand poi i Biergarten assumono l’aria di ristoranti, con camerieri in tiro e menu di cucina bavarese. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti (e per tutte le tasche), e venire a Monaco senza sedersi in uno di questi sarebbe un vero e proprio affronto!

Biergarten “con vista” è quello alla Torre Cinese, il Biergarten am Chinesischen Turm dentro l’Englisher Garten

Rosa come il Leberkäse

Monaco non è città in cui si resta digiuni, qui c’è davvero da bere e da mangiare a qualsiasi ora! Ma se c’è un piatto economico che ci ha davvero stupito è il Leberkäse in der Semmel, ovvero un panino croccante con una bella fettona di questo polpettone bavarese caldo condito con un tocco di senape. Lo trovate in qualsiasi macelleria e baracchino, prezzo medio 2 euro ed è una di quelle cose che in apparenza potrebbero non dire niente ma che vi sorprenderà per l’inaspettata bontà: da mangiarne a chili!

Ed ecco che la giornata è finita, siamo assolutamente esausti quando prendiamo il nostro bus per Torino. Non dormiamo decentemente da 48 ore, due notti filate in pullman intervallate da un tour de force turistico possono acciaccare anche il più appassionato dei viaggiatori. Arriviamo a Torino che non siamo sinceramente più in grado di usare correttamente le nostre gambe (avreste dovuto vedermi mentre correvo in maniera sgraziata verso il bus che ci avrebbe portati a casa, lo zaino sbilenco sulle spalle e i crampi in punti dove non credevo di avere neanche i punti), e dopo una doverosa doccia lunga un sogno, finalmente posso sdraiarmi su un vero letto. E praticamente svenirci sopra. Ne è valsa la pena? Assolutamente Sì! Lo rifarei? Non so se ho più l’età!

E con questa puntata, finalmente l’Interflix si conclude, grazie per avermi seguito fin qui e spero di non avervi spaventati troppo! Buone vacanze, e all’anno prossimo con i Travel Dreams del 2020! 🎄🎅

1 pensiero su “Interflix capitolo 4 – Monaco di Baviera”

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