Diario di Viaggio

Mollo tutto e mi trasferisco in Islanda!

Quante volte ho detto, un po’ per scherzo un po’ sul serio, “basta con questo caldo, l’anno prossimo giuro che vado a vivere in Islanda“! Beh…parrebbe che quell’anno sia infine arrivato.

Ebbene sì, chi segue il mio account Instagram ormai lo sa già, sono approdata nella Terra del Ghiaccio e del Fuoco ormai da un paio di settimane, con l’obiettivo di rimanerci per tutta la stagione estiva! Se durante la settimana lavoro come staff in una serie di guesthouse nell’estremo nord-est della nazione, il week-end sono libera di esplorare questa terra magnifica a bordo di uno sgangherato Toyota RAV4, completamente sola! Insomma, quanto più “out” dalla mia “comfort zone” potessi trovare qui in Europa. Un’avventura che, dopo i due anni di stop pandemico, era più che necessaria.

Eppure, non sono l’unica ad aver deciso di volare fin quassù per lavoro, perché Þórshöfn, il minuscolo paese che è diventato la mia nuova casa, pare sia diventato super quotato tra gli expat italiani per una serie di video su YouTube realizzati dai Ricordati il Giacchetto. Il loro racconto di lavoratori nella fabbrica del pesce locale ha ispirato diversi connazionali a tentare la stessa sorte. E adesso, quassù ci sono ben sei italiani (contando me), che su una popolazione di sole 380 persone hanno un certo peso!

Inutile specificare che non conoscessi questi ragazzi, altrimenti chissà, magari adesso starei anche io inscatolando pesce…

Ma dove sono finita?

Ma veniamo a noi, il mio primo impatto con l’Islanda è stato surreale. Mi ricordo ancora la sensazione di straniamento quando, una volta che il mio aereo è riemerso dal bianco compatto che lo circondava, mi sono trovata di fronte una distesa di lava scura, piatta e infinita, tagliata in due appena da una strada. Spettacolare desolazione che mi accompagnerà poi più volte nel corso delle mie escursioni!

Come chiunque approdi in Islanda, la mia prima meta è stata la capitale, Reykjavik, dove abita un terzo dell’intera nazione (poco più di 360.000 abitanti su suolo islandese, e sapeste quanto ne vanno fieri!). Turisticamente non è che abbia visto granché qui, giusto un giro in centro e due passeggiate con vista sull’Esja.

Sun Voyager di Jón Gunnar Árnason, uno dei simboli di Reykyavik

Questo perché, fin dal day zero sono subito stata catapultata nel tessuto sociale della mia host family, ritrovandomi a un compleanno/merenda in famiglia, tra zii, nonne e cugini, sostenuta solo da un quintale di squisiti dolcetti! Seduta a quel tavolo ho deciso che, per quanto qui non sia assolutamente necessario, voglio darmi un’infarinatura d’islandese, giusto un livello survival che mi permetta di interagire di più con quei pochissimi che non parlano inglese.

Il compleanno/merenda dovrebbe essere esportato anche in Italia! 🤤

Neanche il tempo di (non) abituarmi al sole di mezzanotte, che mi sono ritrovata a bordo di un fuoristrada, a percorrere quasi mezza ring road per giungere a destinazione, Þórshöfn appunto.

In un villaggio di pescatori!

Le origini di Þórshöfn sono principalmente legate al commercio, pare i primi documenti di scambi tra mercanti originari della Germania e quest’area remota risalgano al XV secolo. Ma l’agglomerato di case allora presente divenne un vero e proprio villaggio solo cinque secoli dopo. Per essere un luogo estremamente distante dai sentieri più battuti (si trova all’inizio della penisola di Langanes, che è il punto più lontano raggiungibile da Reykjavik!), il villaggio resiste principalmente anche grazie alla famigerata fabbrica di inscatolamento pesce. Costituisce, inoltre, un ottimo punto di appoggio turistico per chi vuole visitare Langanes e darsi al birdwatching più sfrenato. Ma di quello ve ne parlerò per bene in un altro post.

Þórshöfn (o Thorshofn) con la sua piccola baia

Per chiudere, nonostante il poco tempo in cui sono qui, mi sento di dire di essere in uno dei luoghi più incredibili al mondo. Sono sicura che avrò moltissime cose da dire su quest’esperienza, spero vogliate seguirmi anche in questa nuova avventura!

þar til við hittumst aftur!

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