Diario di Viaggio, Guide e Itinerari

Fagradalsfjall 2022 – Quella volta che ho scalato un vulcano in eruzione

Quando si parla d’Islanda spesso spunta il sottotitolo “Terra del Ghiaccio e del Fuoco“, d’altro canto questa non è altro che una grande isola vulcanica, subito a sud del circolo polare artico. Eppure, se il ghiaccio è relativamente facile da vedere (basti pensare ai ghiacciai di Vatnajökull o di Langjökull, sempre lì ad attendere di essere visitati) il fuoco non è poi così scontato durante il proprio soggiorno. Per cui, quando il 3 Agosto tutti i telegiornali locali hanno iniziato a parlare di una nuova eruzione sul vulcano Fagradalsfjall, il mio cuore ha iniziato ad accelerare i battiti. Una settimana mi separava dal mio (brevissimo) ritorno in Italia, una settimana e sarei stata proprio a Reykjavik, a prendere il mio volo. Una sorta di congiunzione astrale voleva che vedessi il fuoco. E chi sono io per dire no al destino? 

Il meteo era perfetto, il posto disponibile per l’escursione uno solo. Prenoto direttamente sul bus verso Reykjavik e chiudo il pc con un nodo alla gola. Lo farò, scalerò un vulcano. Durante un’eruzione. 

L’essenza del sublime

Fagradalsfjall avrebbe eruttato, c’era il sentore nell’aria. Settimane di terremoti e poi, il peggiore di tutti. 5.0 sulla scala Richter, quella notte nessuno riuscì a dormire a Reykjavik. Sapevamo che era iniziata” racconta Anna, la guida tedesca che ci accompagna in questo lungo trekking. Sei chilometri ci separano dalla nuova bocca vulcanica, un chilometro oltre quella che nel 2021 ha già attratto orde di turisti. Non c’è un sentiero, gli islandesi hanno provato a spianare una strada verso la nuova eruzione, ma quando sono andata io d’un tratto scompariva tra rocce scoscese ricoperte di muschio.

Un vulcano che è un cantiere

Camminare qui è decisamente impervio, si procede a rilento, il mio gruppo è in coda a tutti. Intorno a noi il sole continua a tramontare all’infinito (i tramonti islandesi sanno essere decisamente lunghi) e la terra fuma. Fuma perché il magma dell’eruzione precedente è ancora lì sotto, protetto da una crosta di pietra lavica appena formata. 

Cratere e colata lavica del 2021

Camminare sulla colata è ancora rischioso, bisogna lanciare un peso prima di ogni passo, per assicurarsi che la pietra non collassi” racconta Anna. Lo so bene, sono una figlia dell’Etna, “la montagna” fa parte di tutti i miei ricordi d’infanzia, là sullo sfondo di un cielo spesso grigio proprio per via della cenere, che cade sulle vie barocche della mia Catania come l’impalpabile velo nero di una vedova siciliana. 

Ma Fagradalsfjall non è l’Etna, è un vulcano effusivo, praticamente innocuo. Il nuovo cratere si trova in una vallata, riusciamo a scorgerne il fumo rosso levarsi in cielo già da lontano. Eppure, nonostante tutto, lo spettacolo mi lascia senza fiato. 

Una cosa che nessun video e nessuna foto potrà mai raccontare è quel misto di angoscia e fascino che si prova di fronte a uno spettacolo di questo tipo. Sentire il calore sulla pelle, il gorgoglio profondo del magma, il rimbombo delle esplosioni di lapilli, nessuna parola sarà sufficiente a spiegare quanto ci si senta piccoli e insignificanti di fronte alla potenza della Terra

Nuovo cratere come appariva il 13 agosto (a dieci giorni dall’apertura della frattura)

Tutti sono seduti di fronte a questo grandioso falò, quasi fosse un concerto d’estate, quasi fosse un hanami del fuoco. Non c’è tempo che scorre, solo il cielo che si fa sempre più buio e le guide che iniziano a raccoglierci mi fanno realizzare che siamo stati tutti a fissare il magma per un’ora buona, come incantati. 

“Hanami” di fuoco

I sei chilometri del ritorno li facciamo più rapidamente, inseguiti dal fumo rosso alle nostre spalle, ridotti al lieve brillio delle nostre luci frontale. Siamo un fiume di stelle che scorre giù dalla montagna. Un ragazzino spagnolo decide di sostituire la musica di dubbio gusto che lo stava accompagnando dalla cassa bluetooth con il tema della Contea de “Il Signore degli Anelli”. E un passo dopo l’altro, finalmente ci ritroviamo a guardare un panorama familiare…eravamo a casa (-cit). 

Informazioni utili

NB: Al momento della pubblicazione di questo post, l’eruzione parrebbe conclusa. È comunque possibile visitare il sito e il nuovo cratere ancora fumante. 

Non avendo con me il (non davvero) mio RAV4, ho scelto di unirmi a un’escursione guidata di Troll Expedition. Il costo si aggira sugli 80€ (al cambio attuale) per l’escursione serale, che ho scelto appositamente per vedere meglio l’eruzione. Per chi si trova da solo è l’ideale, perché affittare una macchina costerebbe praticamente il triplo (senza contare il carburante). Il pick-up era a due passi dall’ostello dove soggiornavo, siamo stati forniti della luce frontale e due guide ci hanno portato sul sito assicurandosi che anche i più lenti riuscissero a stare al passo. Se devo trovare un difetto all’escursione è che le guide erano talmente concentrate a far filare tutti che non ci hanno spiegato granché. Ma visto che sono una gran rompiscatole ho tempestato quella che avevo più vicina di domande, ammorbandola con i miei paragoni con l’Etna. I ragazzi comunque erano preparati, credo l’assenza di spiegazioni durante il trekking fosse più una questione logistica. Una volta davanti l’eruzione, ci hanno anche dato uno snack al cioccolato, giusto per rimpolpare un po’ di zucchero dopo la lunga scarpinata. E sapete già dal tour di whale watching, che il dolcino incluso è sempre un punto a favore

Per quanto riguarda l’equipaggiamento per chi volesse tentare l’impresa, importantissime le scarpe da trekking alte, che reggano bene la caviglia visti i punti problematici dove è facile prendere storte. Per il resto solita giacca a vento di buona qualità che è un must del bagaglio islandese e una borraccia d’acqua. Nessun bagno nei paraggi, usatela con parsimonia! 

1 pensiero su “Fagradalsfjall 2022 – Quella volta che ho scalato un vulcano in eruzione”

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