Workawayer disperati – Un weekend da Kitchen Nightmare!

[Premessa – questo articolo sarà correlato da gif di Gordon Ramsay perchè…capirete il perché!]

Come vi ho detto nel precedente articolo, la politica del Workaway è “tu mi dai una mano, io ti dò un tetto e del cibo”, ergo tutto funziona principalmente sulla base di uno scambio di favori.
Il college per il quale lavoro, essendo appunto un college, è dotato anche di un grande albergo dove gli studenti vengono ospitati. In concomitanza dell’arrivo di ben 15 docenti spagnoli, ho passato questo straordinario (qui nel senso neutro di “fuori dell’ordinario”) week end proprio in questo hotel, la Trinity House.

Che sarà mai aiutare in un albergo, ho pensato, magari sto alla reception, tutt’al più faccio la cameriera.
Mai avrei potuto immaginare che proprio io sarei finita in CUCINA! E qui inizia la Kitchen Nightmare signori, perché io che in un ristorante ci sono stata nella mia vita solo per mangiare, non mi sarei aspettata di finire zona fornelli. Avete presente quel momento di Kitchen Nightmare dove Gordon Ramsay organizza una cena/pranzo di prova del ristorante rimesso a nuovo per mettere alla prova lo staff? Ecco, il clima che ho respirato è stato lo stesso!

15 clienti da soddisfare perché erano in ispezione, il panico assoluto per far quadrare tutto, io che non capisco gli ordini al primo colpo per via dell’accento spagnoleggiante della capa. Insomma visti i miei difetti (tra cui una soffiata di naso, che ha causato una regressione sulle norme igenico sanitarie da rispettare in cucina e la mia cacciata dalla stessa) sono stata tristemente relegata alla LAVASTOVIGLIE.

Voglio dire una cosa, non faccio la schizzinosa, quando ho lavorato nell’organico delle fiere fumetto il giorno dopo, quando l’utenza se ne stava a flammare sui social, io e gli altri membri dello staff siamo spesso stati a raccogliere cup di ramen marcito dagli angoli dei cortili…ma questa è un’altra storia! Giusto per dirvi che non è che reputo questo tipo di mansioni offensive per la mia regale persona, però è chiaro che da stare in un ufficio a mandare email a docenti d’inglese in Italia per organizzare viaggi studio a dover lavare piatti ne passa di acqua sotto i ponti (o forse, tra me e la lavastoviglie). E come se la cena non fosse finita, il giorno dopo (oggi) sveglia alle sei per sistemare la colazione! E quando la cucina ormai splende che fa, non ce la passi l’aspirapolvere?

alba llandudno
L’alba prima dell’inizio della colazione!
hotel
Ecco l’hotel della scuola: vi assicuro che se mangerete qui tutti gli standard igenico-sanitari saranno rispettati al 100%!

Vi confesso: aspirare briciole con la OST di The Witcher a palla rende tutto più epico, provate a casa vostra quando vostra madre vi costringerà a rassettare un pò la vostra stanza! [Per chi fosse interessato alle tracce audio da “donna delle pulizie”: steel for humansthe song of the sword dancer, silver for monster]

Insomma, volevo raccontarvi questa (dis)avventura per mostrarvi anche l’altro lato della medaglia! Non è tutto rose e fiori in un workaway, e ci sono giornate dove bisogna davvero lavorare duro per “guadagnarsi” il proprio soggiorno. Pensate di essere abbastanza folli da volerlo fare comunque??

PS: tranquilli, da domani torno a lavorare nell’ufficio della scuola! 😀

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