Alla scoperta di Jeonju – tra hanok e magkeolli!

Passare tre mesi della propria vita in una città come Kyoto mi ha reso affamata di quartieri tradizionali, dove il tempo si cristallizza a secoli passati. A differenza delle machiya giapponesi, le hanok, le case tradizionali coreane, sono molto meno diffuse, quanto meno a Seul. Dopo un rapido salto al Buchock Hanok Village per scattare le nostre foto in hanbok (l’abito tradizionale che probabilmente mi avrete visto indossare su Instagram) la mia sete di villaggi hanok non si era ancora quietata. Saltato quello di Andong non ci restava che cambiare meta, ed ecco dunque che decidiamo che la prossima sarà Jeonju, cittadina della regione di Jeolla.

A Jeonju infatti resiste un Hanok Village di circa 800 case tradizionali coreane. Camminare in un intero quartiere hanok ha un fascino unico, è infatti il posto ideale per indossare i propri hanbok e sbirciare dentro i cortili, alcuni aperti al pubblico che può persino entrare nella hall per toccare con i propri…piedi il sistema di riscaldamento unico di queste case!

Hanok Village dall’alto!
A Jeonju è possibile affittare dei tricicli elettrici…Il perché non è chiaro!
Il cortile di una casa da Tè, con i tipici vasi coreani per la verdura fermentata.

La regione di Jeolla è celebre per essere “il sud” della Corea, inteso come quel posto dove si mangia divinamente e i prodotti della terra hanno un sapore più intenso (non me ne vogliano i lettori del nord Italia se l’orgoglio siculo ogni tanto riaffiora…).  A tal proposito non posso che consigliarvi di fare un salto al Gyeonggijeon Makgeolli (경기전막걸리), un ristorante buffet/all you can eat che con soli 6000KRW, circa cinque euro, vi permette di provare la cucina casalinga di Jeolla. E, con un sovrapprezzo di 3000KRW, anche il tipico liquore di riso Makgeolli, una delle cui varietà è prodotta proprio a Jeonju.

Lo trovate all’indirizzo 78 Jeondongseongdang-gil, Jeon-dong, Wansan-gu, Jeonju, in una stradina laterale rispetto al palazzo di Gyeonggjieong, che se volete visitare ha un biglietto di 3000KRW.

Se non potete mangiare da una famiglia il Gyeonggijeon Makgeolli è la vostra migliore alternativa per provare la cucina di casa.

Stanchi della tradizione? Anche Jeonju ha un suo Mural Village, proprio come quello di Seul. Anche se più piccolo e più rustico questo ha però molti più murales a tema (molti anche nerd), e anche qui una serie di piccoli cafè panoramici che danno sull’Hanok Village dall’alto, con una bellissima vista della città!

Per concludere il nostro giro ci siamo persino incamminati su un lungo fiume alla ricerca dei vari templi arroccati sulle montagne, ma si tratta di siti molto piccoli e in zone non popolate da turisti. Un ottimo modo per respirare un’aria più autentica di quella della capitale, ma un percorso che sconsiglio se avete poco tempo a disposizione.

Nel complesso però non posso che consigliarvi un salto a Jeonju, il luogo ideale per staccare dalla frenetica vita della metropoli. Non a caso Jeonju fa parte della rete CittàSlow, nata proprio in Italia, rete che prevede il miglioramento delle condizioni di vita rallentando la quotidianità e gustando i sapori della tradizione, soprattutto culinaria. Insomma, cosa c’è di meglio per una vacanza?

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