Tutto quello che c’è da sapere per organizzare un Workaway in Giapppone

 

Buongiorno viaggiatori! Come annunciato già sulla mia pagina Facebook e su Instagram, prima di virare verso nuovi lidi ho deciso di tornare indietro nel tempo e realizzare una piccola guida al Workaway in Giappone. Da quando la mia esperienza si è conclusa ad oggi ricevo ancora domande e dubbi sul funzionamento del progetto, ecco perché ho deciso di raccogliere tutte le principali domande e provare a chiarire una volta per tutte i punti più oscuri di un progetto di Workaway nella terra del Sol Levante!

È necessario il visto per fare un Workaway in Giappone?

La parola “work” può trarre in inganno. Per prima cosa è giusto chiarire che un Workaway è un progetto sostanzialmente di volontariato. Aiutate all’interno di una casa, di una guest house, di una scuola, di una fattoria in cambio dell’alloggio. Non riceverete alcun tipo di compenso se non questo, tutt’al più verrà coperto il vitto (totalmente o parzialmente). Vi invito a leggere questo post per sapere di cosa si tratta.

La necessità del visto, dunque, riguarderà quanto tempo vorrete rimanere in Giappone. Se rimanete tre mesi potrete sfruttare il visto turistico di 90 giorni che viene automaticamente rilasciato alla frontiera giapponese dimostrando di avere un volo di ritorno. Per rimanere oltre i 90 giorni il Workaway NON PUO’ darvi una mano. Dovrete rientrare nella condizione di studente con visto per motivi di studio (quindi regolarmente iscritto ad una scuola/università) o di lavoratore (quindi con regolare contratto).

Il workaway può trasformarsi in un’assunzione?

La risposta è no. Almeno per quanto riguarda il Giappone. La regolamentazione del lavoro in Giappone è molto rigida. Quando fate un workaway in realtà non ricevete compenso, non state dunque lavorando, e il datore di “lavoro” non ha intenzione di assumervi. Fare workaway, però, può aiutarvi ad avere un primo impatto con il Giappone o a ammortizzare le spese di un vostro trasferimento. Senza contare i volontari giapponesi, al mio progetto a Kyoto lavoravano due workawayer europei che avevano anche un lavoro part-time stipendiato. Naturalmente avevano tipi di visto diverso. In ogni caso fare un workaway non esclude che possiate cercare un lavoro parallelo al progetto. In Giappone però, senza il giusto visto, è alquanto difficile. Più semplice, per noi, in un paese europeo!

Serve conoscere il Giapponese per fare un workaway?

Dipende dal tipo di progetto. Ci sono diversi progetti di insegnamento della lingua inglese, ad esempio, dove viene richiesto un buon livello di giapponese. In linea di massima l’inglese è sufficiente, la maggior parte delle persone che vogliono lavoratori stranieri lo fanno proprio per creare un ambiente internazionale e parlare inglese con voi. Io sono partita senza conoscere il giapponese, se non un minimo del sistema alfabetico. Ho studiato la lingua sul posto giusto per facilitarmi la vita quotidiana fuori dal progetto. Per approfondire questo argomento vi rimando a questo vecchio post. 

Voglio visitare Tokyo spendendo poco, workaway è la soluzione giusta?

Mi dispiace per gli amanti di Tokyo, ma no. In realtà il Giappone, rispetto altri paesi, offre un’offerta piuttosto limitata di progetti. Al momento poco più di 180, la cui maggior parte sono progetti agricoli. In città è facile trovare lavoro all’interno di ostelli e guest house, principalmente nel Kansai (soprattutto Osaka, ma anche Kyoto dove sono stata), ma anche in questo caso i progetti non sono tanti, e soprattutto sono spesso pieni! Ho dovuto mandare una decina di richieste prima che qualcuno mi rispondesse. E nessuno dei progetti di Tokyo ha mai risposto alla mia richiesta…neanche negativamente. Ma non scoraggiatevi, continuate a controllare la piattaforma e mandare richieste, magari spostandovi un po’ dall’aera che volevate visitare, e qualcosa la troverete.

Il celeberrimo incrocio di Shibuya

Posso fare un workaway insieme al mio partner o ad un mio amico?

Anche in questo caso dipende dal progetto. In linea di massima, però, in Giappone è difficile trovare progetti di coppia. Al contrario spesso essere in coppia è un requisito di scarto. I giapponesi sono molto rigidi sulla separazione donne/uomini, ecco perché preferiscono evitare di avere problemi con coppie che magari non vogliono dormire separati o altre, per noi, piccolezze del genere. Aggiungo, inoltre, che soprattutto nelle guest house si tende a cercare persone di nazionalità diverse, dunque avere due persone dello stesso paese non risulta utile alla volontà di creazione di un ambiente multiculturale.

In sostanza, a chi consiglio il workaway per visitare il Giappone?

Ho provato a riassumere in cinque domande tutti i vari punti che spesso sono stati sollevati in passato, spero di aver risposto a tutto. Per finire, se proprio dovessi consigliare l’esperienza del workaway a qualcuno, la consiglierei a

  • chi vuole avere un primo impatto con la cultura giapponese. Lavorerete con giapponesi, secondo gli standard e le regole giapponesi. Un ottimo modo per capire la vita “quotidiana” e non solo quella turistica.
  • studenti che hanno un budget ridotto e che vogliono studiare la lingua in una scuola in Giappone, ma hanno ancora un livello troppo basso di giapponese per trovare un part-time: workaway può aiutarvi a tagliare le spese di alloggio, purché, praticamente, rinunciate a Tokyo.
  • chi vuole praticare la lingua: scegliete un progetto lontano dalle metropoli, in una vecchia famiglia giapponese e vivete con i locali per perfezionare il vostro giapponese senza dover spendere troppo. Ci sono alcuni, pochi in verità, progetti di au pair anche su workaway.info

Sconsiglio invece questo progetto a

  • chi vuole assolutamente stare a Tokyo
  • chi ha poco tempo a disposizione, non è praticamente possibile trovare un workaway inferiore ad un mese.
  • chi non vuole andare in Giappone da solo.
  • chi non ha voglia di lavorare: va bene, non siete stipendiati, ma i progetti sono presi molto sul serio e si pretende la stessa puntualità e precisione di un lavoratore normale. Ci sono paesi molto più aperti e flessibili, ma il Giappone non è tra questi.
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